BARI, 9 aprile 1945

Verso mezzogiorno le fiamme si alzarono improvvisamente dalla stiva n. 5, seguite da una tremenda esplosione. Il piroscafo di oltre 130 metri si squarciò in due, la parte poppiera si disintegrò in fiamme e una nuvola di fumo nero si alzò nell’aria con detriti ardenti dalla nave che piovevano tutt’intorno….

 

 

Oltre a distruggere la Charles Henderson, l’esplosione devastò l’ormeggio, i capannoni adiacenti e tutte le attrezzature portuali nelle vicinanze. Altre tre navi in ​​porto, inclusa una petroliera, presero fuoco. L’onda di marea provocata dall’esplosione danneggiò ogni altra nave nel porto.

 


Morirono 317 persone (anche se qualcuno parla di oltre 500), tra cui quasi tutto il personale impegnato in quel momento nel porto. Si contarono circa 600 feriti, mentre furono ben 937 le famiglie costrette ad abbandonare la propria abitazione a causa dei danni subiti.

Dell’esplosione oggi restano impalpabili ricordi e una tomba comune e anonima nel cimitero di Bari e una lapide posta nel porto di Bari.

 

 

Stivatori italiani, sotto la responsabilità dei genieri dell’esercito britannico, stavano sbarcando il carico della SS Charles Henderson: circa 2.000 tonnellate di bombe per l’USAAF. La nave esplose distruggendolo completamente capannoni, magazzini e gru navali. 

 

 

 

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