LA BATTAGLIA DI PUNTA STILO

LA BATTAGLIA DI PUNTA STILO

di Romano Pisciotti

Non sono certamente uno storico, neppure un esperto di scontri in mare, ma la così detta “Battaglia di Punta Stilo” merita molto più del commento:
“Un pareggio!”
In quel 9 luglio del 1940 si affrontarono o furono impegnate, tali e tante unità navali, sia da parte italiana sia inglese, da poter ricordare l’evento bellico come il più grande scontro navale della seconda Guerra Mondiale, e non solo.

Lo scontro ci fu, violento, ma effettivamente con pochi danni tra le parti. Sappiamo che la Regia Marina soffrì per gravi problemi legati al coordinamento aereo e che la potenzialità delle corazzate italiane risultò inferiore alle aspettative.

La battaglia fu comunque uno scontro navale vero e proprio, forse troppo tradizionale, ma sicuramente senza risparmi tra le due fazioni.
Probabilmente, l’esperienza di questa battaglia, pur coperta dalla fanfara della propaganda dei due contraenti che si attribuirono la vittoria, aprì un nuovo capitolo nell’arte Militare Marinaresca circa l’utilizzo delle unità pesanti e, in generale, sulle strategie navali.


Le corazzate sono andate in pensione, le forze aeree e navali, oggi, agiscono di concerto…speriamo a scopo esercitativo, ma giustamente pronte all’intervento.

Io voglio ricordare così quella battaglia:

Precari su ogni nave, ma innamorati di quel ferro, hanno vissuto insieme ogni onda di ogni viaggio; respirato quell’odore familiare di vernice, caffè e umana convivenza; hanno diviso gli spazi angusti per il riposo e diviso l’immensità dei cieli stellati…vomitando le budella.
Diviso il tressette e la nostalgia; diviso il posto di combattimento, il coraggio e la paura.
A Punta Stilo hanno diviso la fortuna…o la sfortuna : accecati da fumo nero, assordati da fischi, sirene, rimbombi e grida… non hanno forse fatto la Storia, ma hanno diviso la gioia di tornare a casa, senza risparmiarsi in battaglia.
In seguito, molti, non divisero la stessa gioia.

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