NAUFRAGIO FANTASMA

L’affondamento del Tito Campanella venne definito un naufragio fantasma in quanto nessun MAY-DAY venne lanciato dalla nave e nessun mezzo navale o aereo fu testimone oculare della sua scomparsa.

La tragedia fu immediata…

A bordo c’erano 23 uomini e una donna, Alga Soligo Malfatti, 1° ufficiale di coperta e moglie del comandante.

 

«Sembra accertato», scrisse il 26 gennaio 1984 un’importata testata: «la Tito Campanella era fatiscente e non affidabile». Un giudizio che non deve stupire visto che un perito svedese, nel dicembre 1983, firmò un rapporto nel quale si diceva: «La nave presenta numerose deformazioni in tutte le stive, interessanti strutture trasversali e paratie». Inoltre, come sostenne la Commissione d’indagine, la stazione telegrafica di bordo era fatiscente, il personale a bordo insufficiente e i mezzi di salvataggio erano vecchi.

La “Tito Campanella”, appartenente alla compagnia armatrice savonese Alfamar, salpò il 7 gennaio del 1984 dal porto svedese di Oxolesund con destinazione Eleusi, in Grecia. L’approdo sulle sponde dello Ionio, nel porto dell’Attica a pochi chilometri da Atene, previsto fra il 23 e il 24 gennaio, non avvenne mai. La nave, carica di 20 mila tonnellate di laminati, fece una sosta per il rifornimento nei Paesi Bassi, a Flushing, per ripartire il 12 gennaio. Il cargo trasmise le ultime comunicazioni radio il 14 gennaio: «Navigazione regolare nel golfo di Biscaglia. 100 miglia da Capo Villano (estremità della penisola iberica)». Tutto avrebbe lasciato presagire un imminente passaggio dall’Atlantico al Mediterraneo.

 

La Bulk Carrier M/n TITO CAMPANELLA 

Armatore: AFRAMAR – Savona

Stazza lorda= 13.342 tonn.

Lunghezza ft.= 175,30 metri

Larghezza= 21 metri

Cantiere: Ansaldo S.A. Livorno

Varata:25-giugno-1961
Consegnata: gennaio 1962

Velocità: 13,50 nodi

Andata perduta in data 14 gennaio 1984  (Golfo di Biscaglia)

Ultima posizione: latitudine=45° Nord – longitudine= 8° Ovest in data 13 gennaio. 

Secondo i risultati dell’inchiesta parlamentare, le condizioni avverse del mare incontrate nel Golfo di Biscaglia provocarono lo spostamento delle pesanti lamiere che avrebbero sfondato alcune paratie dello scafo nella stiva n.5. Da questa falla la nave avrebbe imbarcato tonnellate di mare in brevissimo tempo provocandone l’affondamento.

 

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

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