BRULOTTO

 

Si trattava di un’imbarcazione , non particolarmente definita sotto il profilo strutturale, spesso una vecchia nave riadattata, che nelle battaglie navali aveva il compito preciso di investire le unità nemiche, attaccarsi ad esse ed incendiarle. Nel 1600 un consistente numero di tali navi era presente in ogni flotta da guerra.

I brulotti erano generalmente di modeste dimensioni, ed erano condotti da un equipaggio ridotto al minimo indispensabile, molto addestrato e ben pagato.

I brulotti venivano caricati con una grande quantità di materiale infiammabile a cui, dopo l’abbordaggio ad una nave nemica, veniva appiccato il fuoco. I pochi uomini dell’equipaggio fuggivano subito dopo allontanandosi rapidamente su una scialuppa tenuta ben pronta a poppa.

Se la missione suicida del brulotto andava a buon fine, il fuoco si trasmetteva alla nave nemica distruggendola.

I vascelli, lenti e poco manovrabili in condizioni di vento debole, erano particolarmente esposti all’insidia di tali imbarcazioni. Per difendersi adottavano vari accorgimenti, quali tenere ben bagnato il ponte, utilizzare lunghe aste sui fianchi per tener scostate le navi assalitrici ed inviare contro i brulotti in avvicinamento veloci lance con il compito di distruggere le scialuppe di salvataggio al loro seguito in modo da precludere agli equipaggi ogni possibilità di fuga.

 

Presentato da Romano Pisciotti

 

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