LA NAVE COLONIALE “ERITREA”

L’Eritrea è ricordata per un’impresa che ha dell’eccezionale. Quando nel 1941 il porto di Massaua stava per essere occupata dagli inglesi, fu deciso che alcune delle unità che erano sopravvissute ai combattimenti dei mesi precedenti tentassero di sfuggire al nemico. Questo era però possibile solo a quelle che avevano un’autonomia sufficiente: mentre il destino delle altre fu di autoaffondarsi o di essere catturate.
Ii sommergibili Perla, Archimede, Guglielmotti e Ferraris riuscirono a raggiungere l’Europa mentre l’Eritrea, il RAMB I e il RAMB II, due moderni mercantili armati, ebbero l’ordine, ciascuna seguendo rotte diverse di raggiungere l più porti amici più vicini. Vicini per modo di dire perché questi si trovavano in Giappone.
Al comando del Capitano di Fregata Marino Iannucci l’Eritrea lasciò Massaua il 18 febbraio 1941.
Nel linguaggio navale corrente, il termine cannoniera è sinonimo di nave coloniale ma, benché pertinente, non è esaustivo per descrivere le unità che prestarono servizio sui mari delle colonie
La cannoniera, con la sua economicità era perfetta per i servizi marittimi di routine (guardacoste, rifornimento dei fari, rilievi idrografici, trasporti vari) ma tutt’un altro conto era destreggiarsi nella politica internazionale.
Nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo l’Italia doveva avere a che fare con le altre potenze coloniali: se Belgio, Olanda, Portogallo, Germania e Spagna avevano interessi lontani, Francia e Gran Bretagna erano invece molto vicine. L’umile cannoniera faceva bene il suo lavoro lungo le coste, ma era tutt’altra cosa cercare di mettersi a livello di chi, oltremare, arrivò prima di noi e con più larghi mezzi.
Si sentì quindi l’esigenza di disporre di unità coloniali più grandi delle cannoniere che non solo fossero più adatte a difendere le colonie nella deprecabile ipotesi di un conflitto, ma soprattutto fossero adatte a mostrare con maggiore decoro il nostro paese.
Il primo esempio fu l’incrociatore Cristoforo Colombo del 1894, una nave nata vecchia e di scarso valore bellico, progettata solo per utilizzare la macchina, ancora ottima, di un preesistente incrociatore che portava lo stesso nome e che era stato demolito. Svolse un’intensa attività su tutti gli oceani del mondo ma solo nel 1901 fu impiegato in qualche operazione di polizia coloniale.
(Romano Pisciotti: dal web)
https://it.wikipedia.org/wiki/Eritrea_(nave_appoggio)

Le navi coloniali della Regia Marina

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