Animali nella tragedia del Titanic

In genere, quando si parla del naufragio del Titanic, si pensa a tutte le vite umane perdute nel tragico incidente. Tuttavia non molti sanno che, la notte in cui la nave colpì l’iceberg, a bordo si trovavano anche molti cani. Con certezza se ne conosce la presenza di dodici, ma molti storici ritengono che ce ne possano essere stati molti di più in quanto sui registri della nave venivano elencati come “carico” e molti dati sono andati perduti.
Dei dodici cani confermati, solo tre sono sopravvissuti. Erano tutti di piccola taglia (due volpini di Pomerania e un Pechinese), quindi facili da nascondere all’interno di una coperta o un cappotto durante la salita sulle scialuppe di salvataggio.

Solo i passeggeri di prima classe erano autorizzati a portare i loro cani a bordo. Di questi si conosce: Helen Bishope il suo barboncino di nome Frou-Frou, il miliardario John Jacob Astor e il suo Airedale di nome Kitty, Robert Daniel e il suo bulldog francese Gamin de Pycombe, Harry Anderson e il suo Chow-Chow. William Carter e la sua famiglia portarono due cani: un King Charles Spaniel e un Airedale.

 

Il Titanic possedeva anche una propria gatta di nome Jenny. L’animale era diventato la piccola mascotte della nave, impiegata come cacciatrice di topi e ratti. Fortuna volle che la gatta partorisse una settimana prima che il Titanic salpasse, così fu deciso di spostarla sulla nave gemella Olympic.

Anche il Russian Wolfhound del capitano Smith, di nome Ben, salì sul Titanic. Per sua fortuna rimase solo la notte prima della partenza della nave. Prima di salpare, Ben fu lasciato in custodia alla figlia di Smith per prendersene cura durante l’assenza del capitano.

 

Gli animali del Titanic

 

Presented by Romano Pisciotti

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