“CAINI”

da COMITATO VALORIZZAZIONE GENTE DI MARE (GRUPPO FACEBOOK)
Pasquale Buonarotti
A bordo di una nave è importante il ruolo di ciascun membro dell’equipaggio ma certamente quella del cuoco è una figura essenziale, direi quasi fondamentale per il buon andamento della vita a bordo.
Non fosse altro perché ha il compito di dirigere “ l’orchestra di braccia e gambe” che hanno un costante bisogno di rifornimento. Si diceva che il cuoco fosse più importante del Comandante e a tal proposito circolava una barzelletta che diceva pressappoco così: Due signore, la moglie del Comandante e quella del Cuoco, s’incontrano sulla banchina in attesa dell’ormeggio della nave per raggiungere a bordo i rispettivi mariti. La moglie del Cuoco chiede a quella del Comandante: “ Tuo marito che cosa fa a bordo?”- e l’altra: “Il Comandante”. E la moglie del Cuoco: “ Ah , il Comandante! E quando passa Cuoco?”. Certamente il cuoco non sarà più importante del Comandante, però la barzelletta rende bene la sua importanza nell’organico di bordo. Quando al mio primo imbarco da allievo ufficiale, nel 1969, montai di guardia in plancia la prima volta, alle 04:00, assieme al Primo Ufficiale, verso le ore 04:45 il marinaio di guardia annunciò: “Vado a svegliare i Caini” – “E sarebbero ?”- “ Cuoco e Garzone di Cucina”. Al suo ritorno domandai incuriosito: “ Avete svegliato i Caini ?” E lui: “ Certamente”. “Perché lì chiamate così?”. E il marinaio rispose: “Perché Caino ammazzò suo fratello Abele” . E io: “E noi che c’entriamo?” E lui “ Eh sì! Perché come Caino ammazzò il fratello, loro ammazzano noi che siamo loro fratelli”. Una descrizione surreale ma, avrei scoperto, in tanti sulle navi li chiamavano veramente così.
Prima della partenza per il mio primo imbarco da Allievo Ufficiale venne a salutarmi zio Luigino di Meta di Sorrento paese nativo di mia madre , che aveva avuto delle esperienze da cuoco di bordo. Senza mezzi termini mi intimò: “Quando sarai a bordo, non chiedere mai pietanze che siano al di fuori del menù del giorno, perché te le daranno unitamente a una bestemmia. Tanto il mangiare a bordo sarà certamente abbondante e non avrai problemi”. Fu una raccomandazione che presi alla lettera e in tutta la mia carriera mi feci un punto d’onore di non chiedere mai niente di extra. Non so oggi, ma a quei tempi il mangiare era veramente abbondante. Al mattino era servita un’ottima colazione, il pranzo prevedeva un piatto di minestra e due secondi, uno di carne e uno di pesce con relativo contorno. Stesso discorso per la cena con un piatto di minestra e due secondi. Il caffè era disponibile a colazione, pranzo e cena e a tutte le ore del giorno. Tradizionalmente a pranzo, il giovedì e la domenica, era servito l’antipasto al posto di uno dei due secondi e alla sera il dolce o il gelato. Cibo abbondante e dubito che molte persone dell’equipaggio a casa loro mangiassero dei primi e due secondi sia a pranzo sia a cena.
Imbarcavo sulla bananiera “Mare Artico” dei Fratelli D’Amico Armatori, che in quel momento si trovava a Genova in bacino. A dire il vero, al momento di arrivare a bordo, più che preoccupato ero curioso di sapere come fosse il mangiare di bordo e se mi sarei adattato . Non che avessi particolari problemi dal momento che mangiavo quasi tutto, ma, semplicemente, non avevo la minima idea di come si svolgesse il servizio. Al momento della partenza la mia mamma – come tutte le mamme che pensano che i figli stiano partendo per la guerra – mi aveva infilato di nascosto un salame nella borsa immaginando che forse andavo a fare la fame. Appena a bordo, dopo che partecipai al pranzo, i dubbi che avevo sparirono subito. Il cibo era “ottimo e abbondante”, come si usa dire. Il cuoco era di Torre del Greco, di cognome faceva Eco, e cucinava veramente bene, anzi proponeva dei piatti che prima di allora non avevo mai assaggiato. Pertanto andare a pranzo o a cena era un momento di gioia per scoprire i piatti che il cuoco proponeva. Quando su una nave l’equipaggio non vede l’ora di recarsi a pranzo, credo che sia il massimo della soddisfazione per un cuoco di bordo. Eh sì, perché il momento del pranzo, e della cena, rappresenta per l’equipaggio un momento di unione e di interruzione della routine giornaliera, fatta spesso di lavoro duro e di sacrifici e la qualità delle pietanze deve essere buona, altrimenti l’equipaggio è portato a scaricare le sue frustrazioni al momento dei pasti, se il cibo non è buono. Se invece il cibo è di buona qualità, a tavola regna il buonumore che è sempre una gran bella cosa. Poi ovviamente su un equipaggio di trenta e più persone c’era sempre qualcuno che sentiva il bisogno di lamentarsi, ma il cuoco faceva sempre il possibile per accontentare tutti.
Da quell’imbarco avrei appreso che quando un marittimo saliva sulla nave s’informava di quattro cose: 1) chi era, e che tipo era il Comandante; 2) chi era il cuoco e se a bordo si mangiava bene; 3) se c’era un marconista che faceva telefonare a casa; 4) se si guadagnava qualche ora di straordinario in più. Tutto il resto era relativo.
Romano Pisciotti: ….si diceva che il cuoco rubasse, ma se l’equipaggio mangiava bene si chiudeva un occhio!

2 comments on “CAINI”

  1. A bordo si diceva che ‘ scopa nuova scopa bene ‘ riferito al cuoco , che quando imbarcava cucinava con voglia e fantasia e poi piano piano perdeva l’entusiasmo la voglia e fantasia riproponendo gli stessi piatti sempre meno curati . Comunque non ho mai sofferto la fame e il momento del pranzo e della cena era veramente bello , insieme a chiacchierare in saletta uff.li . Alcuni comandanti preferivano mangiare in saletta uff.li anziché da soli con il direttore nel salone comando . Guai arrivare in ritardo e vestiti in modo trasandato era imperdonabile .La loro presenza però, anche se faceva piacere , frenava la nostra libertà di espressione. Oggi nelle navi mercantili si mangia alla maniera autogrill , self-service. È stato piacevole leggere questo racconto, fedele descrizione degli anni che furono. Io aggiungerei il ricordo dell’odore della focaccia che la mattina verso le sette dalla cucina saliva fin sul ponte di comando . Non si vedeva l’ora di fare colazione!!!

    1. Vero…pranzo e cena in saletta ufficiali erano delle belle pause che spezzavano i turn; rappresentavano anche la sopravvivenza di tradizioni e il rispetto per lo Stato Maggiore… oggi non esiste più una scala di ruoli, non solo a causa del self service.
      “Scopa nuova scopa bene”…non è valido solo per i cuochi

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