Come navi oltre l’orizzonte

Come navi oltre l’orizzonte

Di Federica Milella

Mare fanciullo,
scherzi, spruzzi, schizzi.
Sulla battigia, come le onde dispettose
capovolgono mille conchiglie tintinnanti,
giocava vivace insieme ai bambini.
Poi si quietava,
bagni, tuffi, sole e risate.
Cresceva, smanioso, irrequieto,
come la marea influenzata dalla luna.
Calmo ci accompagnava al largo, col patino,
nascondendo, a occhi indiscreti,
la nostra adolescente intimità;
poi si faceva mosso
e impavidi volavamo divertiti,
su imprudenti cavalloni sicuri.
Ci siamo persi, da grandi,
come navi oltre l’orizzonte.
Donne lontane a prendere il sole,
Uomini, pochi, distanti anche loro.
Un mare con la spuma imbiancata,
da un tempo cocciuto, ostinato,
che non rallenta,
che ci ha separati, invecchiati,
scacciati da quel caldo ricordo
di un mare bambino.

5 comments on Come navi oltre l’orizzonte

      1. Si , la poesia è molto bella, in ogni frase c’è qualcosa di vissuto che accomuna chi la legge . L’autrice , che non conosco , dimostra grande sensibilità , dolcezza del ricordo , felice nostalgia .;cosa strana , solitamente quest’ultima la si associa a tristezza . Una persona così viene voglia di conoscerla .

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