Fantasmi di epoche gloriose

Ai  transatlantici, protagonisti della prima metà del ‘900, le marinerie di tutto il mondo hanno affidato il compito di solcare i mari con il loro carico di tecnologia, gioie, drammi, sogni, passeggeri e merci.

 

 

 

I grandi transatlantici se ne sono andati come fantasmi di epoche gloriose, lasciando una lunga scia di storie ed emozioni…

 

Ho lasciato il cuore

sulla banchina di Baires,

forse ho lasciato i vent’anni 

e i sogni

di un giovane cadetto;

la gioia per alcuni

e la fatica di molti,

per tutti crescenti speranze.

Il saluto vibrante di sirene 

prometteva avventure 

e incognite

di un viaggio oltremare:

la conoscenza di luoghi 

e popoli lontani,

molto più lontani

nel tempo del viaggio

tra bonacce e ruggiti

con l’aspettativa di baci

e la nostalgia di casa.

La bandiera era Patria

e il Comandante 

padrone del vapore.

Abbiamo messo le ali

al tempo

e annacquato la Patria

nella scolorita globalizzazione,

ci siamo ammutinati al sapere

e abbiamo dato il potere

a nani ignoranti.

Ci promettono Marte

ma vorrei ancora

uno di quei viaggi

dove 

scoprivamo noi stessi.

 

Romano Pisciotti

 

Nel 1970 entra in servizio il Boeing 747 che permette, ad esempio, all’Alitalia di ridurre di un terzo le tariffe del Roma-New York. Poi arriva lo choc petrolifero dei primi Anni Settanta: il barile passa dall’oggi al domani da 35 a 95 dollari, e le supernavi non navigano solo su un oceano d’acqua, ma anche di nafta; in Italia cii si mette anche la conflittualità sindacale post-Sessantotto con gli scioperi selvaggi dei marittimi.

 

6 comments on Fantasmi di epoche gloriose

  1. Ho navigato per dieci anni e ho fatto il pilota del porto per trenta.! Non ricordo una manovra , ma ricordo tutti i viaggi e gli imbarchi che ho fatto e soprattutto le persone che ho conosciuto , le cabine che ho abitato il ponte di comando dove ho assistito ad albe , tramonti nebbie , ….. eccetera e eccetera , le navi sulle quali ho vissuto i più giovani anni della mia vita. Si è stata per noi una grande lezione di vita , scoprire noi stessi che ancora non sapevamo chi fossimo e cosa saremmo potuti diventare , non c’era più niente da scoprire era già stato scoperto tutto , ma come dici bene tu abbiamo scoperto noi stessi . Un caro abbraccio!

  2. Ciao Romano
    ho condiviso le tue considerazioni anche con papa’ che ho visto oggi. Noi le grandi navi ce le siamo godute come passeggeri: bei ricordi. Papa’ ha ben impressa la crociera sulla Achille Lauro nel 1987.
    A mio parere il punto piu’ apprezzato della navigazione e’ il tempo che scorre tra un porto e l’altro che ti permette di consolidare cio’ che hai appena scoperto e di immaginare cio’ che scoprirai al successivo attracco.
    Ora nella “scolorita globalizzazione” il Tempo di interiorizzare non e’ previsto: il Web ci vorrebbe schiavizzare, ma noi non glielo permetteremo.

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