Gli animali non si salvavano dai pregiudizi scaramantici.

Il gatto aveva un posto di tutto rispetto sui vascelli perché scovava i roditori ed era ritenuto capace di prevedere eventi climatici: se soffiava, significava che stava per piovere, se stava sdraiato sulla schiena, c’era da aspettarsi una bonaccia, se era allegro e baldanzoso, il vento stava per arrivare. Se un gatto inoltre andava incontro un marinaio sul molo era segno di buona fortuna, se invece gli tagliava la strada erano dolori.

Tra gli uccelli invece gabbiani e albatros erano ritenuti l’incarnazione dei marinai morti in mare e portatori di tempeste. Peggio ancora, se un cormorano si posava sul ponte di una nave e scuoteva le ali: guai a fargli del male, si era posato per rubare l’anima di qualcuno e avrebbe significato naufragio sicuro.

Se uno squalo invece seguiva la scia di una nave era di cattivo auspicio perché si credeva fosse in grado di fiutare l’odore della morte, mentre delfini e rondini erano di buon augurio.

 

Navigando il web, Romano Pisciotti

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