Il naufragio del brigantino “Italia”

 Il brigantino Italia era un elegante veliero a tre alberi, con una portata di 1600 tonnellate.

Salpò da Greenock in Scozia il 3 agosto del 1892 con nelle stive un carico di carbon fossile destinato a Città del Capo in Sud Africa. Navigava tranquillo sfruttando i venti Alisei quando il mattino del 28 settembre a bordo si percepì un odore di gas. Fatti i dovuti controlli nelle stive, fu chiaro che si era sviluppato un principio d’incendio. Chiusero ogni boccaporto per togliere ossigeno al fuoco. Eppure il 2 ottobre, mentre la nave procedeva a gonfie vele ed era a una distanza di 80 miglia marine dall’isola di Tristan de Cunha, ci fu nel pomeriggio un’esplosione al centro dell’imbarcazione. Il comandante fece ridurre la superficie delle vele. E fu evidente che quanto prima bisognava attraccare a un porto.

Il giorno seguente distavano circa 20 miglia da Tristan e nel pomeriggio comparve una linea bianca. Era la schiuma delle onde che si frangevano alte sulla costa di pietra lavica, poiché l’isola è di origine vulcanica e in mezzo ha un picco montuoso di 2600 metri. Non era un punto per approdare, stabilì il comandante, mentre si destreggiava tra scogli affioranti tentando di circumnavigare l’isola. Ma arrivò il momento, a soli 60 metri dalla costa, che furono costretti a spiaggiare la nave. Era buio quando abbandonarono il loro veliero con le lance di salvataggio cariche di cibo, teli, attrezzi che li avrebbero aiutati a sopravvivere. Durante la notte l’Italia fu sconquassato da un’altra esplosione. Nonostante ciò l’indomani ritornarono sul relitto per recuperare altra roba. Infine, con la morte nel cuore, lo lasciarono per sempre.

 

di AMERICO MARCONI

Il naufragio del brigantino a palo Italia

Presentato da NAVISMOTOR (Romano Pisciotti)

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