La Pepsi sesta potenza militare al mondo?

Il curioso accordo commerciale tra Pepsi e Unione Sovietica, con cui la compagnia entrò in possesso di navi e sottomarini e divenne la sesta potenza militare al mondo.

 

Nel 1972 Donald Kendall è il Presidente della Pepsi (dal 1693), mentre Richard Nixon è il Presidente degli Stati Uniti. Il numero 1 della società desiderava fortemente introdurre la bibita nel mercato sovietico, e per tale scopo cercò di sfruttare i contatti del nuovo Presidente degli States per un accordo rivoluzionario.

Raggiunta l’intesa con l’Unione Sovietica c’era il problema di come pagare i rifornimenti. Le leggi dell’epoca erano stringenti, l’URSS non poteva accedere alla moneta straniera e il rublo non poteva esser cambiato sul mercato. Come pagare i rifornimenti di Pepsi? La soluzione fu quella di saldare con la vodka Stolichnaya dato che la maggior parte delle bibite erano di proprietà dello Stato.

Il vantaggio per Pepsi fu doppio: primo prodotto occidentale ad esser commercializzato in URSS e importatore esclusivo della Stolichnaya per il mercato USA.

 

 

 

Nel 1989, anno della caduta del muro di Berlino, l’accordo commerciale era in scadenza e in Unione Sovietica erano presenti 20 stabilimenti Pepsi. Il nuovo contratto prevedeva un costo di tre milioni di dollari, il giro d’affari della Pepsi nel paese comunista era cresciuto enormemente. La vodka non bastava più, così l’URSS propose di pagare con l’eredità degli armamenti della Guerra Fredda, una flotta di navi diesel composta da 17 sottomarini, 1 incrociatore, 1 fregata e 1 cacciatorpediniere.

 

Curiosità Pepsi: il 1989, l’anno in cui il brand divenne una potenza militare

Presentata da Romano Pisciotti

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