Storie di Capitani

Copio e incollo un bel racconto dell’amico Mauro
“Papà: Posso dire oggi che quello che sono lo devo a me stesso?No! Devo ringraziare tante persone. L’elenco è lungo. Papà è stato sicuramente importantissimo , assieme a mia madre .
Ho fatto il liceo scientifico per desiderio dei miei genitori . Non ho brillato come studente , ma sono sempre stato promosso , grazie alle assidue ripetizioni  di mia sorella che mi ha tenuto sotto la sua ala protettrice ( il latino non faceva per me ). Poi è stato il momento della’Accademia Navale , non è andata .
Mi sono dovuto reinventare e grazie a mia sorella che mi ha dato l’input ho affrontato un secondo esame di stato al Nautico che è andato a buon fine. Sarò eternamente grato ai mie genitori di avermi dato l’opportunità di aver affrontato questa sfida.
Mi sognavano ing. / dott è uscito un capitano di mare.
È stato , il loro , un vero e grande atto di amore, privarsi della mia quotidiana presenza per il mio bene un grande atto di amore. Oggi da padre capisco quanto dolore ho loro arrecato.
Mio padre , libero dal suo lavoro passeggiava al porto e molto spesso mi portava con se . Ero ragazzino e insieme guardavamo le navi , le manovre , le operazioni di carico e scarico , lui si rilassava così, a me davano idea di fermento e posti lontani. Mio padre era un rappresentante di commercio , tutta la settimana era via per lavoro , ma quel posto ( il porto ) era il posto del cuore . In cuor suo avrebbe fatto il marinaio la vita lo ha portato a fare il rappresentante di commercio e a modo suo visitare tanti posti e incontrare sempre persone nuove . Credo che per lui sia stato facile (per modo di dire ) vedere alle mie desiderata , molto meno per mia madre , ma il suo grande amore ha fatto la differenza .
Ho intrapreso quindi la via del Mare , ho navigato per 10 anni e ho affrontato quello che tutte le persone che vanno per mare hanno vissuto. Grazie alle infinite preghiere di mia madre e mia sorella (ne sono certo )sono riuscito dopo 10 anni a tornare nella mia città per lavorare come pilota del porto. Questo mi ha permesso di incontrare PAOLA e avere due splendidi figli.
Ora sono in pensione e non passa giorno che non mi tornano alla mente ricordi degli anni in cui navigavo .— Ero 2 uff.le , mio padre mi aspettava al molo di La Spezia , la nave Diletta F era appena ormeggiata proveniente da New Orleans . Ci siamo abbracciati forte forte . Salito a bordo ha preso possesso della cabina . Il Com.te ha avuto la gentilezza di alloggiarlo nella cabina armatore . Cabina grande , letto matrimoniale , salottino, quello che oggi si direbbe una suite. Dopo tanti giorni di navigazione avevo desiderio di cenare a terra , ma mi sono accorto che papà desiderava cenare a bordo e l’ho assecondato . Felicissimo tutto gli è sembrato molto buono . Dopo cena ( a bordo si mangia alle 18 00 ) abbiamo fatto una passeggiata per la città, ha insistito per regalarmi un paio di scarpe e non ho potuto rifiutare. Siamo stati a La Spezia 3 gg e poi da lì per Bari . Quei giorni di navigazione papà se li è goduti e ricordati per sempre. Aveva fatto amicizia con il cuoco ( e non solo ) parlando di ricette e sapori . Era sul ponte quando ero di guardia e mi ha chiesto di essere presente all’attraversamento dello stretto di Messina avvenuto tra l’altro nella mia guardia 00/04 e ne è rimasto fortemente impressionato . Durante la navigazione è arrivato il telegramma della Compagnia che a Bari sarei stato promosso a 1 uff.le. la notizia mi fu data
Da Com.te ( sicuramente ne era l’artefice ) . Ero molto preoccupato per il nuovo incarico, papà era felicissimo per me pur comprendendo le mie ansie. — Bari , accompagno papà allo scalandrone , il taxi è lì che aspetta. Papà mi dice” ho avuto modo in questi giorni di osservarti , ho scoperto un Mauro che non conoscevo ,  volitivo determinato e soprattutto signore “ e mi ha abbracciato . A quel abbraccio sono scoppiato in un pianto dirotto e irrefrenabile . No so , forse il distacco , le parole ,il nuovo incarico . È salito in macchina commosso anche lui. Le lacrime hanno continuato a sgorgare fin quando sono arrivato in coperta.
Quell’imbarco è stato molto lungo . Ogni tanto sentivo nostalgia di casa e entravo nella cabina dell’Armatore . Anche se erano passati mesi sentivo ancora l’odore di mio padre , delle sue cose , del suo dopo barba ……..mi fermo , mi viene da piangere!!”
Mauro Menghini
Presentato da Romano Pisciotti

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