VECCHI MARINAI

….I viaggi sulle navi verso l’America Latina o altri luoghi duravano mesi, e le storie che la maggior parte degli uomini di mare raccontano riguardano dei luoghi quasi leggendari…

 

Sentii che un ritorno era impensabile…

….Di sera, alla luce di un lume a petrolio, sul tavolo di cucina, il dito duro e calloso del padre lo guidava, sulle carte nautiche, in viaggi meravigliosi. E il suo dito di bambino, stregato da rotte, fari, secche e nomi che bruciavano come lingue di fuoco sulle labbra dei marinai, lo seguiva incantato. Pensava di imparare a partire e andare lontano. Imparava qualcosa di ben più prezioso: la strada di casa. Ogni sera, in quei viaggi simulati, il dito del padre lo guidava sempre più lontano solo per istruirlo nell’arte del ritorno. Questo, prima di qualsiasi altra cosa, erano i marinai che raccontavano storie meravigliose giù al porto: ritorni. Non avrebbe potuto trovare maestro migliore. Se esiste il gene del ritorno, infatti, suo padre lo aveva. Apparteneva a quella categoria di uomini che, naufraghi e soli su un’isola deserta, trovano sempre la strada per tornare a casa, purché abbiano un coltello e possano mettere le mani su un albero. Lui, il suo albero, l’aveva già scelto. Se era ancora troppo piccolo per prendere la strada del mare, era abbastanza grande, almeno, per scegliersi un albero. A guardarlo bene, però, era già una promessa di nave…..

 

LOST AT SEA di Eric Minetto

LA BIBBLIOTECA DIOCEANI 3000

 

ROMANO PISCIOTTI LIKE

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