Principessa Mafalda

Tra i naufragi accaduti agli italiani che si trasferivano in America, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, vanno ricordati quelli drammatici relativi all’affondamento delle navi passeggeri, bastimenti e piroscafi che trasportavano i nostri connazionali oltreoceano, che costarono la vita a migliaia di emigranti italiani. Nel 1880 affondò il piroscafo “Ortigia”; nel 1891 naufragò “l’Utopia”; nel 1898 il “Bourgogne”; nel 1906 il “Sirio”; nel 1927 il “Principessa Mafalda”.

 

La responsabilità delle tragedie in mare delle navi che trasportavano gli emigranti italiani furono causate in alcuni casi dalla trascuratezza degli armatori e dalla mancanza di controllo da parte delle autorità competenti addette a visionare queste navi passeggere e da trasporto commerciale.

 

Il 25 ottobre 1927, la nave ammiraglia della flotta commerciale italiana Principessa Mafalda nel suo ultimo viaggio in rotta per l‘Argentina (al suo ritorno doveva essere smantellata), al largo delle coste del Brasile, perse l’asse dell’elica sinistra, che provocò uno squarcio nello scafo di poppa e dopo cinque ore l’affondamento della nave. Nel disastro annegarono 314 emigranti italiani, tra questi, liguri, piemontesi e veneti, molti dei quali furono divorati dagli squali che infestavano quelle acque. Un gran numero di naufraghi furono salvati dalle scialuppe di salvataggio della stessa nave e dai soccorsi effettuati da varie navi, che accorsero in aiuto dopo il primo S.O.S. lanciato dalla Mafalda.

La nave che aveva dei seri problemi di tenuta in mare, durante il viaggio, si fermò per riparazioni ai motori, almeno otto volte.

 

Presented by Romano Pisciotti

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